E sottolineo insieme
Alfredo Gasponi ricorda Piero Farulli
Al Maestro non l’ho mai detto, nemmeno quando lavoravamo alla sua biografia, ma da ragazzino suonavo nelle band rock e pop. Non gliel’ho detto perché lui, quella musica, non la sopportava. E non gli ho detto nemmeno – non l’avrebbe presa bene – che trovavo nella sua straordinaria storia con il Quartetto Italiano e nella creazione della Scuola di Fiesole lo stesso spirito e la stessa motivazione che spingeva tanti di noi ragazzi degli anni ’60 a riunirci in un garage o in una cantina, magari armati solo di tre o quattro accordi sulla chitarra e di un ritmo shuffle sulla batteria, ma pieni di entusiasmo per quel modo semplice di far musica in compagnia.


























































